Casa del panificio, restaurato il soffitto
A Pompei, la domus che prende il nome dalla presenza di un panificio: Casa con Panificio della Regio IX con un soffitto con importante testimonianza della ricca decorazione delle dimore pompeiane e del tema dionisiaco.
L’intervento di restauro del soffitto, condotto sui frammenti recuperati durante le indagini archeologiche, ha consentito di ricostruire oltre un quarto della composizione originaria, mantenendo però aperta la possibilità di ulteriori integrazioni grazie al proseguimento delle ricerche.
I frammenti della decorazione appartengono al soffitto a volta di una sala da banchetto che era situata al piano superiore (cenacolo) della Casa. Proprio il rinvenimento dei lacerti nel luogo del crollo ha consentito agli archeologi di attribuirne con certezza la provenienza e di avviare già durante lo scavo una prima ricomposizione, individuando numerosi collegamenti tra i frammenti.
Il restauro ha preso avvio da questo lavoro preliminare di ricomposizione, sviluppando un percorso che ha integrato attività conservative, studio archeologico e progettazione dell’allestimento. L’intervento è stato limitato ai frammenti la cui collocazione risultava sufficientemente documentata, permettendo di ricostruire una porzione significativa della decorazione senza alterarne la leggibilità e nel rispetto dei principi di riconoscibilità e reversibilità del restauro.
L’elemento di maggiore innovazione dell’intero progetto è rappresentato dalla progettazione del nuovo supporto destinato alla ricomposizione dell’affresco.
La decorazione ricostruita rivela un articolato progetto figurativo, sviluppato attorno a un grande riquadro centrale, circondato da edicole, bordure, festoni vegetali, figure allegoriche delle stagioni, geni alati e numerosi elementi ornamentali. L’insieme è caratterizzato da una ricca policromia e da una complessa successione di motivi decorativi che testimoniano l’elevata qualità della decorazione originaria.
Il tema principale del soffitto è riconducibile alla ierogamia, ovvero all’unione sacra tra Dioniso e Arianna. Sebbene la scena centrale sia conservata solo in modo frammentario, la ricostruzione è stata possibile attraverso il confronto con altre opere antiche. Al centro della composizione Dioniso è raffigurato disteso sul carro, di fronte ad Arianna intenta a suonare l’arpa, accompagnata da un erote citaredo, mentre il carro è trainato da due centauri musicisti.
L’identificazione del soggetto trova conferma nella presenza di numerosi richiami al mondo dionisiaco distribuiti nell’intero apparato decorativo. Tra festoni ricchi di frutti e fiori compaiono infatti simboli rituali del culto di Dioniso, maschere teatrali, strumenti per le libagioni e altri elementi che celebrano la coppia divina rappresentata al centro della volta.

