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Capodimonte, ritorna la tavola di corte

Il Museo e Real Bosco di Capodimonte di Napoli nella riapertura delle sedici sale dedicate alla porcellana propone una tavola da pranzo settecentesca.

La tavola di corte

Infatti,  è la protagonista della Sala delle vedute del Regno. Al centro viene proposta un’ideale tavola apparecchiata, così come avrebbe potuto essere allestita per un banchetto alla corte di Napoli alla fine del Settecento.

 

Nel corso del XVIII secolo, man mano che cresceva l’attenzione alla presentazione delle vivande, la decorazione della parte centrale della tavola vide la sostituzione delle composizioni effimere realizzate in zucchero con altre in porcellana, più durature e preziose.

Poiché tali composizioni erano spesso concepite per accompagnare l’allestimento finale della tavola, quello destinato ai dolci, esse stesse finirono per rendere il nome di dessert. Quello qui presentato fu eseguito intorno al 1785.

Sul bordo esterno sono allineati i piatti per i commensali, più all’interno sono disposti i grandi piatti da portata; al centro il dessert accoglie gruppi e singole figure in biscuit ispirati al repertorio della scultura antica, a volte copiata fedelmente, in altri casi liberamente interpretata dallo scultore Filippo Tagliolini.

Il servizio delle vedute del Regno

Integralmente esposto in questa sala anche sulle vetrine alle pareti, è il capolavoro della Real Fabbrica della porcellana di Napoli, fondata dal re Ferdinando IV nel 1771. È composto da 150 piatti da coltello (piatti piani) e da altri piatti ovali, quadrati e triangolari, oltre a una gran varietà di zuppiere tonde e ovali, rinfresca bottiglie, rinfresca bicchieri egeliere, salsiere, porta-ampolle e saliere, per un totale di oltre 400 pezzi.

Originariamente chiamato “Servizio delle vedute del Regno” per la presenza su gran parte delle porcellane di vedute di luoghi celebri di Napoli e dell’Italia meridionale, in seguito fu denominato “Servizio dell’oca” per la presenza sui coperchi delle zuppiere del gruppo del bambino che strozza un’oca, ispirato a una scultura antica, oggi ai Musei Capitolini.

Questo servizio – il più grande tra quelli della fabbrica ferdinandea oggi conservati a Capodimonte – rispondeva alla necessità della corte di disporre di stoviglie per i pranzi ufficiali.

Le vedute erano particolarmente apprezzate da ospiti illustri che nel Settecento si recavano in numero sempre maggiore nel Regno di Napoli e che su questo servizio potevano riconoscere sia i siti archeologici da poco riscoperti che le bellezze naturali, le chiese più importanti e le residenze borboniche.

La tavola imbandita non è l’unico tesoro della Galleria delle Porcellane che espone altri servizi da pranzo, caffè e dessert straordinari ed unici al mondo.

redazionale

Direttore del GrandFoood e di Napolipost

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