Frutta protagonista al Museo di Capodimonte
Frutta, protagonista al Museo di Capodimonte. È, infatti, tra gli oggetti inanimati dipinti da alcuni artisti di Natura Morta .
Con il termine si intende la raffigurazione di oggetti inanimati come frutta, fiori, animali o strumenti musicali, destinati a decorare i palazzi signorili.
Il XVII secolo vede l’affermarsi di veri e propri pittori “naturamortisti”, come Daniel Seghers, specializzato soprattutto in ghirlande.
Diffusi sono pure i dipinti “a quattro mani” realizzati da naturamortisti e da “pittori di figura”, come la Loggia con giardino (Olio su tela, 246×171 cm) di Christian Berentz e Carlo Maratti, a cui spettano le figure. L’opera fu acquistata dal Real Museo Borbonico nel 1847. Nella sala 27 del Museo nuovo allestimento di queste opere.
Con Maratti ebbe modo di collaborare anche Abraham Brueghel il quale, trasferitosi a Napoli, influenzerà la pittura di Natura Morta locale. Ciò è evidente nelle opere di Gaetano Cusati, per la loro luce brillante e il carattere decorativo, aspetti che lo contraddistinguono dal suo maestro Ruoppolo.
Altre opere nella sala 27
Due sono le opere di Gaetano Cusati (attivo tra il 1686 e il 1720). Natura Morta con fiori, frutti e fontana (Olio su tela, 206×261 cm) è esemplificativo dell’aggiornamento di Cusati sul gusto “romano”, per il formato di grandi dimensioni, la composizione di carattere scenografico, l’inserzione di elementi scultorei e animali che rimandano alle opere di Abraham Brueghel. Natura Morta con ortaggi e statue (Olio su tela, 211×260 cm) rimanda ai temi dipinti dal maestro Giovan Battista Ruoppolo, tuttavia, la libertà pittorica e una composizione più movimentata esplicitano le novità introdotte nell’ambiente napoletano da Luca Giordano. Entrambe le opere sono di proprietà di San Martino in deposito a Capodimonte.
Di Daniel Seghers (Anversa 1590-1661) è la Ghirlanda di fiori con Madonna con Bambino (Olio su tela, 127×100 cm), dipinto di medio formato destinato alla devozione privata, la ghirlanda di fiori attorno alla figura della Madonna assume un ruolo simbolico: rose e fiori d’arancio indicano la Redenzione, il narciso la Resurrezione, la rosa canina e l’edera rimandano alla Passione (nucleo farnesiano-borbonico, documentata a Capodimonte dal 1799).
Di Abraham Brueghel (Anversa 1631 – Napoli 1697) sono due opere della collezione De Ciccio: Natura morta con fiori e frutta(Olio su tela, 52×87 cm) e Natura morta con fiori frutta e cacciagione (Olio su tela, 52×91 cm), esempi di Natura Morta “romana” introdotta a Napoli proprio da Brueghel, giunto in città nel 1672.
Il nuovo allestimento presentato giovedì 3 aprile nell’ambito della rassegna promossa dagli Amici di Capodimonte.