Tiramisù, storie e diatribe, chi lo ha inventato
Sull’origine del tiramisù le polemiche sono note tra veneti, piemontesi e friulani. Ma è un dolce che si prepara in tutta Italia.
Secondo la tesi trevigiana, il nome deriverebbe dall’espressione dialettale “tirame su” e affonderebbe le sue radici nello sbatudin, preparazione povera ma nutriente a base di tuorlo d’uovo montato con lo zucchero, tradizionalmente destinata a bambini, anziani e convalescenti.
Chi invece ne rivendica una matrice piemontese riconduce il dolce a una ricetta particolarmente amata dal conte di Cavour, considerata ideale per “tirarlo su” dalle fatiche del processo di unificazione italiana.
Da tradizioni, leggende e racconti, si arriva al giorno d’oggi, dove il tiramisù è un dolce internazionale e trasversale, passando dai menu delle osterie ai locali di alta cucina. Ed è così che è arrivato sulla tavola di Iris, ristorante 1 Stella Michelin a Verona, rinnovato nelle forme e nella texture dallo chef veneto Giacomo Sacchetto. O a Torino, da Sestogusto, il tempio piemontese della lievitazione guidato da Massimiliano Prete dove, oltre a una selezione di pizze gastronomiche, è possibile ordinare un tiramisù classico all’apparenza, ma rifinito nei dettagli. O ancora a San Marzano sul Sarno (SA), da Faiella Pastrychef, dove il tema del caffè e del cacao trova espressione in Cappuccino, torta semifreddo, realizzata con la Miscela del Maestro, crema interna allo zabaione e spolverata di cacao monorigine



