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Acqua grezza? No, grazie!

Acqua grezza? No, grazie! Per “acqua grezza” (“raw water”) si intende l’acqua di sorgente non filtrata, non trattata, non sterilizzata, cioè non sottoposta ai processi chimico-fisici di potabilizzazione, o purificazione, che comportano la rimozione delle sostanze contaminanti per ottenere un’acqua idonea al consumo.

Acqua grezza? No, grazie!

La moda del consumo  è partita dalla California, come tendenza salutistica e di business. Secondo Mukhande Singh (vero nome Christopher Sanborn), tra i leader del movimento di pensiero di usarla così come sgorga direttamente dalla fonte e fondatore della società “Live Water”, ridenominata “Fountain of Truth Spring Water”, che la commercializza imbottigliata, lo Stato contaminerebbe il contenuto degli acquedotti, per cui quella  di rubinetto sarebbe acqua di scarico con aggiunta di farmaci anticoncezionali, per ottenere la riduzione delle nascite, e cloramina e fluoruro, sostanze mirate al controllo delle menti. Inoltre, ci sarebbero rischi connessi alle tubature in piombo che l’acqua deve attraversare e al fatto che i metodi di filtrazione rimuovono sali minerali e batteri benefici (probiotici) dalle acque.

Viva o morta?

Secondo i  suoi sostenitori, anche le  minerali perderebbero principi attivi quando vengono trattate con luce ultravioletta o gas di ozono e filtrate per rimuovere le alghe. Infine gli attivisti sostengono che  quella che sgorga del rubinetto e quella minerale sono morte mentre quella grezza è viva, tanto che dopo un mese scade e diventa verde (in realtà, per la proliferazione batterica).

No a mode

I rischi collegati all’impiego non sono indifferenti, dato che l’acqua non trattata può contenere batteri, virus, funghi, protozoi, parassiti, inquinanti industriali e agricoli, pesticidi, acido arsenico, cromo esavalente, composti cancerogeni, materiale organico. La potabilizzazione dell’acqua ha rappresentato uno dei più grandi risultati di sanità pubblica. In tutto il mondo, 1,2 miliardi di persone non hanno accesso a fonti di acqua potabile e ogni anno 5 milioni di persone muoiono a causa di malattie portate dall’acqua non pulita. Scegliere volontariamente di bere acqua non sicura può rappresentare una moda incosciente e un rischio per la salute.

Carlo Alfaro

Nato a Sant’Agnello il 30/11/1963, vive a Sorrento, con l’anziana madre e i suoi gatti. Medico pediatra, attualmente ricopre l’incarico di Dirigente Medico di Pediatria presso gli Ospedali Riuniti Stabiesi, è inoltre Consigliere Nazionale della Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza (SIMA) e redattore della Rivista ufficiale della Società, RIMA. Appassionato di divulgazione scientifica, dal 2015 è giornalista pubblicista. Ama i bambini, il teatro, il cinema, la musica, i libri e la Natura. Adora recitare e scrivere testi, organizzare eventi culturali e stare sui social.

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