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Cibo, più qualità che quantità

Più qualità che quantità

 

Classicamente, si ritiene che l’attuale pandemia di obesità sia causata da uno squilibrio tra eccesso di consumo di cibi altamente calorici e riduzione delle spese energetiche per il diffondersi di uno stile di vita sedentario. Ciò provoca l’instaurarsi di un bilancio energetico positivo che porta all’immagazzinamento di riserve.

Il bilancio energetico

Ma questo modello del “bilancio energetico” (EMB) è stato posto in discussione da una review pubblicata su The American Journal of Clinical Nutrition. La ricerca fornisce una spiegazione alternativa. Si tratta del modello “carboidrati-insulina” (CIM).

Scegliere la qualità

Secondo questa interpretazione, la causa dell’obesità non sta nell’apporto calorico globale, ma nella scelta dei cibi, in particolare la grande quantità assunta di carboidrati digeribili rapidamente (ad alto indice glicemico) che provoca nell’organismo un “carico glicemico”.

Non stimolare insulina

Questo stimola l’insulina e sopprime il glucagone.  Nel tempo, infatti, attiva così un metabolismo teso all’accumulo di depositi di grasso. Tra gli alimenti con alto carico glicemico: i cereali raffinati e trasformati, i prodotti a base di patate e i cibi con un alto contenuto di zuccheri liberi.

Carlo Alfaro

Nato a Sant’Agnello il 30/11/1963, vive a Sorrento, con l’anziana madre e i suoi gatti. Medico pediatra, attualmente ricopre l’incarico di Dirigente Medico di Pediatria presso gli Ospedali Riuniti Stabiesi, è inoltre Consigliere Nazionale della Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza (SIMA) e redattore della Rivista ufficiale della Società, RIMA. Appassionato di divulgazione scientifica, dal 2015 è giornalista pubblicista. Ama i bambini, il teatro, il cinema, la musica, i libri e la Natura. Adora recitare e scrivere testi, organizzare eventi culturali e stare sui social.

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