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La frutta green

La frutta green

Il kiwi

E’ una bacca commestibile, prodotta da un arbusto rampicante che si dispiega in lunghi rami a forma di liane, l’Actinidia.

La pianta è originaria della Cina meridionale, nelle valli dello YangTze, il Fiume Azzurro. Era il frutto prediletto degli imperatori cinesi.

E’ arrivata in Europa all’inizio dell’Ottocento, prima in Inghilterra, diffondendosi poi, nel Novecento, in coltivazioni intensive in Nuova Zelanda. Dalla fine del Novecento, si è diffusa soprattutto in Italia, divenuta tra i primi produttori al mondo di questo frutto.

La bacca si presenta con la forma di un uovo o di una piccola patata, ricoperta da buccia marrone scuro con pelucchi. La polpa è verde brillante, con semi piccoli e neri disposti a raggiera attorno al cuore bianco. Esiste anche una varietà a polpa gialla e una più rara rossa.

Il sapore è caratteristico, acidulo.
La coltivazione richiede abbondante acqua e sole.

Il frutto

Viene raccolto tra settembre e ottobre e venduto da novembre ad aprile.

La conservazione dei frutti richiede ambiente fresco e asciutto. Il contatto con mele, pere, banane accelera la loro maturazione.

Il kiwi è ricchissimo di vitamina C (superiore agli agrumi), potassio, magnesio, calcio, cloro, zolfo, fosforo, vitamina E, acido folico, rame e fibre solubili.
L’alto contenuto di potassio e la povertà di sodio rendono il frutto ideale per gli sportivi e gli ipertesi.

È particolarmente utile contro la stipsi e per favorire l’eubiosi intestinale.
L’apporto calorico è molto basso: 44 kcal per 100 g circa; questo perché è costituito da circa l’84% di acqua, il 9% di carboidrati (fruttosio) e da minime quantità di grassi e proteine.

Essendo ricco di antiossidanti (flavonoli, acidi fenolici, antocianine) e acido alfa-linolenico (capostipite degli Omega 3) ha un’azione benefica sul metabolismo generale, riduce lo stress ossidativo e i potenziali danni provocati dai radicali liberi, contrastando l’invecchiamento cellulare.
Può essere allergizzante per i soggetti predisposti a causa della sua proteina, l’enzima proteolitico actinidina.

 

Carlo Alfaro

Nato a Sant’Agnello il 30/11/1963, vive a Sorrento, con l’anziana madre e i suoi gatti. Medico pediatra, attualmente ricopre l’incarico di Dirigente Medico di Pediatria presso gli Ospedali Riuniti Stabiesi, è inoltre Consigliere Nazionale della Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza (SIMA) e redattore della Rivista ufficiale della Società, RIMA. Appassionato di divulgazione scientifica, dal 2015 è giornalista pubblicista. Ama i bambini, il teatro, il cinema, la musica, i libri e la Natura. Adora recitare e scrivere testi, organizzare eventi culturali e stare sui social.

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