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La Vite della terra

 

La Vite della terra. Qualche giorno fa sul web sono spopolate foto di colline e vigneti francesi illuminati da tanti piccoli bracieri creando così dei paesaggi meravigliosi. Ma a cosa è dovuto tutto ciò? Cosa ha spinto gli agricoltori francesi a fare una azione simile?

La Vite della terra

Probabilmente non tutti sanno che la vite, è una pianta molto sensibile alle temperature inferiori agli 0 °C soprattutto in determinati periodi dell’anno quando i germogli che hanno da poco visto la luce, sono molto più sensibili ai fattori termici.
Ed è questo il motivo per cui centinaia di produttori si sono impegnati nel “riscaldare” i loro vigneti che sono stati colpiti da una forte ondata di gelo durata forse fin troppi giorni.

Cambiamenti climatici

Purtroppo, quest’anno le cose sono andate per il verso sbagliato, e gli sforzi di tanti vigneron sono stati vani. Si stima che circa il 50% della produzione sia andata persa. Un evento infelice che si aggiunge ad una annata come quella che stiamo vivendo, dove la vendita del vino si è ridotta anche a causa del fatto che tutti i settori della ristorazione sono rimasti a lungo chiusi a causa dell’emergenza sanitaria dovuta da Covid-19.

Accendere piccoli bracieri per rendere più miti le temperature del vigneto durante la notte è una pratica utilizzata fin da sempre, ma questa volta il calo delle temperature è stato più drastico e longevo. Questo evento “tragico” mette ancora più in evidenza come i cambiamenti climatici hanno un impatto sempre più forte sulla natura e sull’intero pianeta. Annate eccessivamente calde si alternano ad annate troppo piovose o fredde.

#earthday sempre

 

Proprio oggi si festeggia l’#earthday, la Giornata Mondiale della Terra. Il nostro augurio è che ci possa essere sempre più impegno nei confronti della tutela dell’ambiente, affinché anche le generazioni successive possano godere di paesaggi unici e di buoni vini ottenuti da ottime annate.

Roberto Salvatore Di Fede

Roberto Salvatore Di Fede è un giovane enologo laureatosi in Viticoltura ed Enologia presso il dipartimento di agraria della Federico II. La sua formazione va oltre i confini italiani, ha frequentato anche rinomate scuole enologiche come quella di Bordeaux (Francia), La Rioja e Cádiz (Spagna). Durante l’ultima vendemmia del 2019 ha collaborato con Chateau de Beauregard, una interessanta realtà tra le colline della Borgogna. Ad oggi, per lui, il vino è una passione che si trasforma in lavoro!

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