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Api in aiuto del finocchietto selvatico

Api in aiuto del finocchietto selvatico. Grazie alla loro impollinazione questa erba cresce rigogliosa in molte campagne d’Italia. Così il Consorzio di Tutela della Finocchiona IGP dona tre arnie ad un’azienda agricola che lo coltiva. Una iniziativa interessante perché questa pianta è un elemento indispensabile per produrre il buonissimo salame toscano. Il suo sapore è indissolubilmente legato al finocchietto selvatico.

Api in aiuto del finocchietto selvatico

Un territorio con caratteristiche e colori unici, tra cui spicca il giallo dei fiori che attira le api. Un alveare mediamente ha circa 70.000 api mielifere e un’ape visita 700 fiori in media al giorno, per cui un alveare con 20.000 esemplari, che volano alla velocità di massimo 29 km all’ora, visita 14 milioni di fiori al giorno e per produrre 1kg di miele devono essere percorsi circa 150.000 chilometri. Il raggio di raccolta è di circa 3 km, ma se trova “cibo” più vicino rimane nella zona.

Il progetto del Consorzio di Tutela della Finocchiona IGP è in sintonia con l’ultima direttiva del MITE – Ministero della Transizione Ecologica – sulla conservazione della biodiversità.

Rinasce la fattoria

“È un’iniziativa splendida – ha detto la vicepresidente e assessora all’agroalimentare della Regione Toscana, Stefania Saccardi –  è stato riprodotto idealmente un po’ quello che accadeva un tempo nella fattoria toscana, proprio come il buon allevatore e il buon agricoltore toscani hanno sempre creato”.

“La Finocchiona IGP nasce dallo stretto legame con il territorio ed i suoi frutti. Il Consorzio vuole fare in modo che al territorio torni qualcosa in termini di sostenibilità ed ecologia: il progetto vuole proteggere l’ambiente e aiutare l’impollinazione naturale grazie alle api bottinatrici delle casette” – racconta il Presidente del Consorzio di Tutela della Finocchiona IGP, Alessandro Iacomoni.

Ricetta Finocchiona

La ricetta della Finocchiona IGP nasce secoli fa dalla conoscenza di questi territori, dal saper utilizzare le risorse dei semi e dei fiori di finocchio spontaneamente offerti da Madre Natura, la stessa che ci chiede aiuto e protezione oggi”, conclude Iacomoni.

Prosegue la Vicepresidente del Consorzio di Tutela della Finocchiona IGP, Antonella Gerini “Questo è un primo passo da parte del Consorzio per spingere tutti noi ad una maggiore consapevolezza e ad un maggior rispetto per tutto quello che ci circonda, dove la qualità di ciò che mangiamo e dall’ambiente in cui viviamo siano un binomio imprescindibile”.

 

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redazionale

Direttore del GrandFoood e di Napolipost

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