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Dante, cosa si mangiava ai tempi del Sommo

Dante, cosi si mangiava ai tempi del Sommo. Il Medioevo fu una epoca complessa anche per il cibo. Le carestie, le guerre e le forti divergenze sociali imponevano diete semplici.  Porri, mandorle, polli, gamberi  e fichi erano alcuni dei prodotti utilizzati per preparare le pietanze. Alcune ricette tratta da antichissimi manoscritti ci dicono che con i Porri, ad esempio, si preparava la Porrata bianca.  Una pietanza che si preparava facendo lessare i Porri e quindi condirli con Mandorle, Zenzero ed altre spezie. Alla zuppa seguiva una proposta di carne bianca come i polli. La ricetta medioevale dei Pollastri affinocchiati. 

Dante, cosa si mangiava ai tempi del Sommo

Polli o Capponi? L’antico ricettario consigliava gli uni o gli altri, senza alcuna preferenza. La carne andava soffritta in lardo condito con prezzemolo e finocchi e altre spezie. Se l’intingolo fosse troppo grasso bisognerebbe bagnarlo con acqua e aceto. Quando il tutto è cotto aggiungere i tuorli di uova conditi con zenzero ed agresto, ben amalgamati.

Si passava poi ad una torta, la Torta di Gamberi, che non era come la intendiamo, oggi, dolce ma una proposta rustica. Pulite le code di gamberi, e lessate,  dovevano essere mischiate con spezie e burro di mandorle. L’insieme doveva essere schiacciato ed arrotondato a forma di torta.

E per finire i fichi

Un dolce ci giunge sino a noi e di cui erano  ghiotti uomini e donne in epoca medioevale erano i Fichi ripieni. Lavati i fichi e svuotati all’interno dovevano poi essere riempiti di una polpa composta da pere, mandorle, zucchero e spezie nonché i fichi stessi. Il tutto doveva poi essere fritto in olio.

Elisabetta Donadono

Elisabetta Donadono

Elisabetta Donadono, napoletana, giornalista, comunicatrice e sommelier dell’olio extravergine d’oliva ha ideato prima napolipost.com e poi il grandfood.it. Due esperienze editoriali che propongono una lettura nuova, positiva, emozionale e coraggiosa delle eccellenze d’Italia. Dall’arte al cibo, dal cibo all’arte, i percorsi giornalistici indagano l’arte ed il cibo, raccontandoli in modalità nuova, in chiave originale, in versione fantasiosa. Articoli che hanno anticipato ed anticipano la conoscenza di luoghi, prodotti, persone, oggetti utilizzando di volta in volta tutti i sensi. Il grandfood.it nasce dopo i libri Il Grand Food Campania ed Il Grand Food Lazio, due libri per circa 100 racconti di cibi ‘gustati’ attraverso i monumenti e l’arte osservata cucinando buon cibo. Il Grand Food, in versione web e sociale è una nuova sfida tutta da fare con e per i lettori!

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