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Pasqua, un pranzo antico (1852) ma contemporaneo

Il 16 aprile del 1852 era Pasqua. Dopo centosettanta anni ed un giorno, il 17 aprile 2022, è nuovamente Pasqua. Il menù di quel giorno è attualissimo. Don Ippolito Cavalcanti tra gli autori più raffinati della cucina ottocentesca lo propone nel suo trattato di cucina.

Menù

Il via al pranzo pasquale è con la Minestra di cardoncelli legati.  I cardoncelli cotti nel brodo dovranno essere mescolati con uova e provola ed essere serviti nella zuppiera ‘non con molto brodo’.

I maccheroni con parmigiano e sugo, l’odierno ragù partenopeo, costituiscono un altro gustoso piatto. La carne vaccina annerita da una cottura in casseruola con cipolla mezzana trita, lardo, sale e pepe doveva essere immersa in conserva di pomodoro da ‘liquefare a forza di mescolare’. Il tutto per condire i maccheroni.

Secondo la tradizione dell’epoca  si passava poi al fuori pasto, ordura, (oggi antipasto che si serve prima di tutto) che per l’occasione era  un  petit patè di sfoglio farciti di fegatini alla crema.  I fegatini di pollo erano lessati e passati al setaccio per andare a comporre con  rossi di uovo, latte, amido e sale  la crema della sfoglia nel frattempo fritta.

Le pietanze successive erano Fricandò di vitella, Chenef alla Tedesca, Arrosto di vitella accompagnati da una Salsa di Spinaci e da una Salsa di funghi e tartufi.

Per concludere la Pastiera la cui ricetta è davvero simile a quella che si prepara dopo oltre un secolo e mezzo.

 

Elisabetta Donadono

Elisabetta Donadono, napoletana, giornalista, comunicatrice e sommelier dell’olio extravergine d’oliva ha ideato prima napolipost.com e poi il grandfood.it. Due esperienze editoriali che propongono una lettura nuova, positiva, emozionale e coraggiosa delle eccellenze d’Italia. Dall’arte al cibo, dal cibo all’arte, i percorsi giornalistici indagano l’arte ed il cibo, raccontandoli in modalità nuova, in chiave originale, in versione fantasiosa. Articoli che hanno anticipato ed anticipano la conoscenza di luoghi, prodotti, persone, oggetti utilizzando di volta in volta tutti i sensi. Il grandfood.it nasce dopo i libri Il Grand Food Campania ed Il Grand Food Lazio, due libri per circa 100 racconti di cibi ‘gustati’ attraverso i monumenti e l’arte osservata cucinando buon cibo. Il Grand Food, in versione web e sociale è una nuova sfida tutta da fare con e per i lettori!

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