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Peperoncino, la salute in una spezia

Peperoncino, la salute in una spezia

Il peperoncino è, come il pomodoro, originario delle Americhe.  Utilizzato sin dall’antichità nell’America Centrale, venne portato in Europa da Cristoforo Colombo nel suo secondo viaggio.
Alimento amato nelle ricette per l’inconfondibile gusto piccante. Questa sua caratteristica è dovuta  al prezioso principio attivo, la capsaicina. Si tratta di un alcaloide contenuto nella membrana interna (la placenta), dotato di proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e anti-dolorifiche. Ma anche anti-infettive (che lo rendono utile anche per la conservazione dei cibi), anti-obesità (brucia il grasso del tessuto adiposo e riduce la fame), vasodilatatorie e anti-ipertensive, di regolarizzazione dei livelli di zuccheri e colesterolo nel sangue, digestive e anti-acide a livello gastrico.

Peperoncino le caratteristiche

La capsaicina interagisce nelle cellule del corpo con i canali TRP (Transient Receptor Potential). Attiva così una serie di meccanismi che intervengono sul metabolismo lipidico e glucidico, la produzione di calore, il flusso sanguigno, le difese immunitarie; inoltre, per la sua attività antibatterica normalizza la flora intestinale.

Una revisione di tutti gli studi sugli effetti del peperoncino sulla salute, ad opera dei ricercatori americani della Cleveland Clinic Foundation, per un totale di 570.762 soggetti esaminati, ha trovato che un consumo regolare di peperoncino è addirittura associato a un minor rischio di morte per malattie cardiovascolari, cancro e tutte le cause.

Piccante ma non solo

Il peperoncino è anche ricco di vitamina C come arance e limoni, della vitamina A importante per la vista, di minerali quali calcio, fosforo, potassio, ferro, rame e zinco, delle sostanze anti-ossidanti vitamina E, carotenoidi e polifenoli.
In natura ne esistono oltre tremila specie. Il  grado di piccante è misurato mediante una scala a punti, chiamata di Scoville.

Si raccomanda cautela nell’uso del peperoncino per chi soffre di reflusso gastroesofageo, emorroidi infiammate, ulcera peptica, malattie infiammatorie intestinali in fase acuta, infezioni urinarie, in infanzia, in gravidanza e allattamento.
Un’informazione pratica: il sapore piccante del peperoncino è dato dall’azione della capsaicina sui recettori del calore delle mucose della bocca. La sensazione non viene smorzata bevendo acqua, ma assumendo un cibo grasso come latte, formaggio, olio, o masticando pane per rimuovere meccanicamente le molecole di capsaicina dai recettori della lingua.

Infine una curiosità: il peperoncino è noto come afrodisiaco. Questo in parte può essere vero per l’effetto vasodilatatore della capsaicina e favorente la salute sessuale della vitamina E, ma la fama si deve soprattutto per analogia alla sua natura piccante e stuzzicante.

Carlo Alfaro

Nato a Sant’Agnello il 30/11/1963, vive a Sorrento, con l’anziana madre e i suoi gatti. Medico pediatra, attualmente ricopre l’incarico di Dirigente Medico di Pediatria presso gli Ospedali Riuniti Stabiesi, è inoltre Consigliere Nazionale della Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza (SIMA) e redattore della Rivista ufficiale della Società, RIMA. Appassionato di divulgazione scientifica, dal 2015 è giornalista pubblicista. Ama i bambini, il teatro, il cinema, la musica, i libri e la Natura. Adora recitare e scrivere testi, organizzare eventi culturali e stare sui social.

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