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San Giovanni, tra le terre del Nocillo

San Giovanni, tra le terre del Nocillo.

In Campania, i terreni rigogliosi hanno de secoli ospitato nei loro ventri le radici degli alberi di noce. E tra queste il versante costiero bagnato dal Mediterraneo offre alcuni angoli dove la Noce è un frutto buono e prezioso.

 

San Giovanni, tra le terre del Nocillo

I Colli di San Pietro, Monti Lattari, Piano di Sorrento, Sorrento, sono uno dei passaggi obbligati per contadini, pastori e viaggiatori per raggiungere il Monte vico Alvano. Si sale e si scende a seconda della provenienza e della destinazione. Si può proseguire
per il Monte Comune e quindi ancora verso quei sentieri che conducono a Positano.

Qui la terra è ricca di Noce.  Ma non è l’unico itinerario per raccogliere noci. A Napoli, nonostante, l’urbanizzazione, alcune colline e versanti agricoli conservano gelosamente gli alberi di noce. Così nell’entroterra ad Acerra ed Aversa si tramandano antiche tradizioni circa la coltivazione di queste piante da frutto.

La glanda Jovis

La glanda Jovis è un frutto da poteri magici, anche se nasce da una storia triste. Caria non riuscì a sposare il suo amato perché invidiata dalle sorelle, che furono trasformate in noce e lei ne divenne albero.
Secoli dopo le streghe hanno scelto questo albero per radunarvisi intorno e ballare. Gli uomini lo usano per comporre un nettare straordinario, il nocino, o per mangiarne il frutto, che assomiglia tanto a un organo umano, il cervello.

Questa la storia antica. Oggi, è parte di molti paesaggi campani ed italiani e continua a produrre frutti buonissimi.

In cucina la noce è molto utilizzata. Ma la tradizione vuole che il liquore Nocillo si metta in infusione subito dopo la raccolta nella notte di San Giovanni. Molte ricette sono tramandate nelle famiglie di generazione in generazione.

 

 

Elisabetta Donadono

Elisabetta Donadono, napoletana, giornalista, comunicatrice e sommelier dell’olio extravergine d’oliva ha ideato prima napolipost.com e poi il grandfood.it. Due esperienze editoriali che propongono una lettura nuova, positiva, emozionale e coraggiosa delle eccellenze d’Italia. Dall’arte al cibo, dal cibo all’arte, i percorsi giornalistici indagano l’arte ed il cibo, raccontandoli in modalità nuova, in chiave originale, in versione fantasiosa. Articoli che hanno anticipato ed anticipano la conoscenza di luoghi, prodotti, persone, oggetti utilizzando di volta in volta tutti i sensi. Il grandfood.it nasce dopo i libri Il Grand Food Campania ed Il Grand Food Lazio, due libri per circa 100 racconti di cibi ‘gustati’ attraverso i monumenti e l’arte osservata cucinando buon cibo. Il Grand Food, in versione web e sociale è una nuova sfida tutta da fare con e per i lettori!

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