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Il cibo nei primi mille giorni di vita

Il cibo nei primi mille giorni di vita

 

Sono i primi “mille giorni di vita” (dal concepimento al compimento del secondo anno di vita) il periodo chiave per condizionare positivamente la salute futura dell’individuo. Infatti è in questa speciale “finestra sensibile” che l’organismo definisce il proprio “programma biologico” ai diversi livelli strutturali (molecolare, cellulare, di tessuti, organi, sistemi e apparati).

 

 

Secondo la teoria epigenetica, l’esposizione ambientale del feto e del bambino piccolo modifica l’espressione dei suoi geni, determinando l’origine delle malattie destinate a manifestarsi dopo diversi anni/decenni, dunque nell’adulto.

 

Tale modello interpretativo aiuta a spiegare la transizione, nelle popolazioni occidentali, dalla prevalenza di malattie trasmissibili (infettive e parassitarie) a quella di patologie non trasmissibili: cronico-degenerative, infiammatorie, immuno-mediate, neoplastiche.

 

Ne deriva l’importanza di un investimento precoce sulla salute di mamma e bambino anche ai fini della prevenzione delle “malattie della civilizzazione”, dal diabete alle malattie cardio-vascolari ai tumori. E questo intervento preventivo deve incidere principalmente sui fattori ambientali modificabili, in primis l’alimentazione. Infatti si dice che “se la genetica scrive a penna, l’epigenetica scrive a matita”, che significa che se l’assetto genetico non è modificabile, la sua espressione può essere modulata dalla prevenzione dell’esposizione materno-fetale a un’alimentazione scorretta.

 

Quali sono i fattori su cui intervenire?

 

Innanzitutto, la salute pre-concezionale della madre, il controllo della sana e corretta alimentazione e di un adeguato stile di vita in gravidanza, l’allattamento al seno protratto il più possibile o in assenza di latte materno l’utilizzo di formule adeguate. Dallo svezzamento, garantire il rispetto dei LARN cioè dei livelli di assunzione raccomandati di nutrienti per ogni età per quanto attiene al fabbisogno di calorie, proteine, lipidi, carboidrati, fibre, vitamine, minerali, con particolare attenzione al giusto apporto proteico per la protezione contro lo sviluppo di sovrappeso e di obesità.

 

 

Dieta del bambino

 

Sono inoltre importanti nella dieta del bambino la ripartizione dell’introito calorico giornaliero in pasti frazionati, il preferire i carboidrati complessi agli zuccheri semplici e i grassi vegetali a quelli animali, il seguire un’alimentazione variata che tenga conto della stagionalità e a kilometro zero, il limitare il cibo-spazzatura ad alto contenuto di zuccheri, grassi e sale, un apporto generoso di frutta e verdura, bere tanta acqua. Né va trascurato lo stile di vita: bandire il fumo, vita all’aria aperta, attività motoria regolare e costante, controllo delle fonti di inquinamento nell’aria, nell’acqua, nelle catene alimentari.

Carlo Alfaro

Nato a Sant’Agnello il 30/11/1963, vive a Sorrento, con l’anziana madre e i suoi gatti. Medico pediatra, attualmente ricopre l’incarico di Dirigente Medico di Pediatria presso gli Ospedali Riuniti Stabiesi, è inoltre Consigliere Nazionale della Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza (SIMA) e redattore della Rivista ufficiale della Società, RIMA. Appassionato di divulgazione scientifica, dal 2015 è giornalista pubblicista. Ama i bambini, il teatro, il cinema, la musica, i libri e la Natura. Adora recitare e scrivere testi, organizzare eventi culturali e stare sui social.

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