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Tra i tesori dell’agro, agro Nocerino-Sarnese

 

Tra i tesori dell’agro, agro Nocerino-Sarnese, ve ne sono alcuni vanto del Sud Italia.

 

 

 

Il carciofo Pignatella

Così il carciofo pignatella. Prende il nome dalla “pignatella”, il recipiente in terracotta, simile ad una tazza da latte senza manico, utilizzato come come copertura del ‘frutto’ fino alla sua raccolta. Il carciofo deve essere protetto dai raggi diretti del sole e dagli agenti atmosferici. Questa varietà era già coltivata nell’antica Pompei e già all’epoca erano utilizzate le pignatelle, come emerge dagli scritti di Plinio il Vecchio.

La patata novella

La patata novella, caratterizzata dalla precocità di maturazione, ha acquisito una fama indiscussa sui principali mercati poiché le condizioni ambientali e le particolari condizioni pedologiche delle aree storicamente interessate alla sua coltivazione conferiscono al prodotto pregiate caratteristiche organolettiche, che la rendono particolarmente adatta al consumo fresco.

La percoca Giallona di Siano

La percoca Giallona di Siano appartiene al patrimonio delle colture frutticole tradizionali a diffusione fortemente locale che, fino al secondo dopoguerra, hanno rappresentato la base della frutticoltura campana.

Il pomodoro San Marzano

Il pomodoro San Marzano (sul Sarno) è una varietà di pomodoro riconosciuta come prodotto ortofrutticolo italiano a Denominazione di Origine Protetta a partire dal 1996 ai sensi del Reg. CE n. 2081/92, con Regolamento (CE) n. 1236/96. Secondo le teorie più diffuse, infatti, il primo seme di pomodoro arrivò in Campania nel 1770 come dono del viceré del Perù al re di Napoli e fu piantato nell’area corrispondente all’attuale comune di San Marzano sul Sarno.

Il Cipollotto Nocerino

Il Cipollotto Nocerino D.O.P., riconosciuto nel 2008, di recente è stato costituito anche il relativo Consorzio di Tutela. La zona di produzione del Cipollotto Nocerino D.O.P. è concentrata in 21 comuni: Angri, Castel San Giorgio, Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Pagani, Roccapiemonte, Sarno, San Marzano sul Sarno, Sant’Egidio del Monte Albino, San Valentino Torio, Scafati, Siano, in provincia di Salerno. Boscoreale, Castellammare di Stabia, Gragnano, Poggiomarino, Pompei, Santa Maria la Carità, Sant’Antonio Abate, Striano e Terzigno nella città metropolitana di Napoli. Viene prodotto da circa 2000 anni.

 

L’arancia di Pagani

L’arancia di Pagani, è un tipo di arancia bionda coltivata in particolare nei comuni di Pagani e S. Egidio di Monte Albino. La sua coltivazione risale, con tutta probabilità, alla Cina anche se venne importata in Europa dai portoghesi nel XVI secolo e nel territorio dell’agro Nocerino – Sarnese solo nel XIX. Documenti storici, infatti, attestano che in questa zona furono impiantati i primi aranceti specializzati nel 1845 con prevalenza di varietà di arancio biondo comune.

 

Il finocchio di Sarno

Nei terreni dell’agro Nocerino – Sarnese, si coltiva anche il finocchio di Sarno. Questo P.A.T. (prodotti agroalimentari tradizionali), risulta essere molto apprezzato sul mercato, si distingue dagli altri tipi di finocchio per l’utilizzo dei suoi semi, oltre che per la riproduzione, nel campo della farmacopea e della distilleria, mentre le stesse foglie vengono utilizzate per aromatizzare in cucina.

 

Peperoncini Friarielli Noceresi

Infine i peperoncini Friarielli Noceresi. Introdotto in Europa da Cristoforo Colombo, in seguito al suo secondo viaggio in America nel 1493, a seguito dell’opera di selezione da parte degli agricoltori furono probabilmente selezionati solo i peperoni privi di piccantezza, da cui deriva l’ecotipo “friariello nocerese”.

Una fiera per promuoverne l’uso

Per promuoverli è stata organizzata la Fiera storica delle tradizioni storico-culturali dell’Agro è gratuito. Il Castello del Parco Palazzo Fienga ospiterà l’appuntamento dalle 18 alle 23 nei giorni di venerdì 17, sabato 18 e domenica 19. Ingresso gratuito

redazionale

Direttore del GrandFoood e di Napolipost

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